| Trama e commento | Autore: Luigi Pirandello
Trama e commento
Il testo si apre con la presentazione della scena iniziale. E immediatamente cominciano a confondersi i piani della realtà e della finzione.
La scena sul palcoscenico, è infatti un altro teatro, con un altro pubblico, pronto ad assistere alla messa in scena di un racconto di Pirandello.
Il testo è dunque la messa in scena di una messa in scena di un racconto.
Si sentono vari rumori e litigi, con i commenti del pubblico presente e finalmente si presenta il direttore di scena, dottor Hinkfuss, per presentare gli attori. Questi si ribellano, contrari alla recitazione a soggetto che il direttore di scena ha in mente: gli attori cioè non devono avere un copione ma devono recitare in modo spontaneo, secondo la loro ispirazione.
La rappresentazione può ora avere inizio ma il direttore di scena ogni poche battute interviene a correggere, a suggerire, a spiegare, spezzando l'atmosfera che si era creata.
All'ennesima interruzione gli attori decidono di cacciare Hinkfuss e di continuare da soli la rappresentazione. Intanto il tema preso a soggetto si sviluppa e viene presentata la famiglia La Croce, composta da una madre e quattro figlie molto libertine, ed un padre quasi totalmente assente, dedito a lavorare e a trascorrere la giornata al bar. Qui si innamora della cantante ed è per questo deriso dagli altri clienti del bar. La famiglia trascorre le intere giornate con un gruppo di ufficiali della finanza, molto interessati alle figlie; dopo una sera passata a teatro dalle figlie, dalla madre e dagli ufficiali, il padre di famiglia si presenta a casa morente, ferito da una coltellata.
Dopo la morte del padre ci è uno stacco temporale, e la scena riprende con la situazione che è causata da questa tragedia: una delle figlie sposatasi con uno degli ufficiali, è vittima dell'ingiustificata gelosia del marito, costretta a vivere quasi segregata, e muore rievocando un episodio teatrale della sua giovinezza.
Alla fine riappare il direttore di scena che rivela di non essere mai andato via veramente ma di esser rimasto dietro le quinte, a controllare gli effetti di luce e di scenografia. Egli afferma che gli attori avevano fatto come volevano, ma in realtà non avevano fatto nulla di diverso da ciò che voleva lui.
Il problema posto da questa rappresentazione è la recitazione a soggetto o secondo un testo ben preciso: Pirandello dà una sua soluzione che è esplicitata dalle parole finali del direttore di scena, ognuno a teatro o nella vita recita una propria parte e farà sempre ciò che la sua parte gli richiede di fare o di essere, indipendentemente dal fatto che la persona se ne renda conto.
Il direttore di scena afferma anche che l'opera quando deve essere rappresentata e viene affidata ad un direttore di scena non appartiene più al suo autore. Quello che noi vediamo a teatro non è mai quello che l'autore ha scritto, in quanto un regista, o un attore, uno scenografo, lo realizzeranno sempre dal loro punto di vista; l'immaginazione e la finzione sono più vere della realtà, perché la realtà è mutabile, mentre l'opera d'arte rimane sempre simile a se stessa, nella fissità della sua creazione, ed è quindi più vera di un uomo che esiste, che stenta a riconoscersi nell'uomo che è stato e in quello che sarà.
Scheda inviata da Jacopo liceo classico Milano
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