| Riassunto, personaggi e commento | Autore: Primo Levi
Edizione: Einaudi, 1972 (1ª ed. Giulio Einaudi Editore S.p.A., Torino 1963)
Pagine: 255
Riassunto
Il libro inizia là dove finiva Se questo è un uomo, con la liberazione del campo da parte dei russi. In Se questo è un uomo, l'avvenimento rappresentava la fine delle sofferenze di Auschwitz, ne La tregua lo stesso avvenimento diventa l'inizio della lunga odissea del
ritorno a casa dell'autore e degli altri sopravvissuti.
Dopo un lungo e labirintico viaggio attraverso mezza Europa, Levi e i suoi compagni torneranno finalmente nell'Italia liberata.
Le peripezie del loro ritorno sono ben rappresentate dalla frase del macchinista del treno, a pagina 224: Dove andiamo domani? Non lo so, carissimi, non lo so. Andiamo dalla parte dove troviamo binari. .
Ma più della narrazione del viaggio, che pure ha la sua importanza, il libro si caratterizza per i suoi incredibili personaggi, su tutti il greco Mordo Nahum, mercante e filosofo, e il romano Cesare, esuberante commerciante cresciuto sui banchi di Porta Portese.
Nella confusione indistinta conseguente alla liberazione del campo (il mondo intorno a noi sembrava ritornato al Caos primigenio, e brulicava di esemplari umani scaleni, difettivi, abnormi pag. 36), spunta, come dal nulla, la grande figura del greco, che domina la scena con la sua evidente superiorità, la sua filosofia di vita, la sua concreta saggezza (Allora sei uno sciocco , mi disse tranquillamente, Chi non ha scarpe è uno sciocco , pag. 45) e le sue rigide leggi morali, che mantiene anche nella situazione difficile in cui si trovavano, con grande dispetto di Levi, che invece era (pag. 50) e più che disposto a farsi mantenere.
C'è ancora un episodio riguardante il greco, che deve per forza essere citato, perché sembra rappresentare l'assunto base di tutto il suo profilo morale: a pag. 57 l'autore scrive: ?- Ma la guerra è finita, - obiettai: e la pensavo finita, come molti in quei mesi di tregua, in un senso molto più universale di quanto si osi pensare oggi. - Guerra è sempre, - rispose memorabilmente Mordo Nahum. In effetti, tutta la vita del greco è una specie di lotta contro il mondo per la sopravvivenza, anche in senso economico e sociale.
Cesare invece è un personaggio molto meno rigido, aperto e amichevole, ma anche lui combatte la sua personale guerra per la sopravvivenza, con trucchi, inganni, guasconate, mirate sia a scampare quanto più lavoro non strettamente necessario possibile, sia a piazzare qualche merce al mercato (Non che Cesare tenga molto ad agire legalmente: ma gli piacciono le eleganze, i virtuosismi, mettere il prossimo nel sacco senza farlo soffrire , pag. 90).
Questi suoi tratti caratteristici si conserveranno in tutta la vicenda, e proprio le avventure merceologiche del romano sono tra le parti più divertenti del libro.
Ma Levi non trascura di riportare anche il dramma del reduce del lager, la vergogna di essere sopravvissuti allo sterminio, e le conseguenze lasciate dalla tragedia di Auschwitz e dalla lontananza da casa, che portava sogni insensati , il prevalere dell'irreale sul reale , mitici e inverosimili nemici, [] cosmici perversi e sottili, che tutto pervadono come l'aria (pag. 122).
Importante a questo proposito la citazione della storia di D'Agata, che era ossessionato dal terrore delle cimici. In principio queste sue abitudini erano state derise: aveva forse la pelle più fina di noi altri? Ma poi la pietà aveva prevalso, commista con una traccia di invidia; perché, fra tutti noi, D'Agata era il solo il cui nemico fosse concreto, presente, tangibile, suscettibile di essere combattuto, percosso, schiacciato contro il muro .
Commento generale
Il libro è senza dubbio più facilmente leggibile, più delicato, più divertente rispetto a Se questo è un uomo, ma è comunque velato da una sottile malinconia, che si scioglie man mano che il treno si avvicina all'Italia.
Comunque la vicenda è molto interessante e divertente, e le descrizioni dei personaggi, dei luoghi, degli avvenimenti, assomigliano molto a favole, forse perché visti ancora con gli occhi del prigioniero, a cui tutto sembra dunque nuovo ed incredibile.
Scheda inviata da Jacopo liceo classico Milano
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