| Cesare contempla il campo di Farsalo dopo la battaglia | Cesare contempla il campo di battaglia: Lucano descrive un compiacimento sadico della visione (il Cesare lucaneo è un tiranno, arso dalla brama di potere, per niente magnanimo verso i vinti, crudele e sangunario; si compiace del male e ne gode).
Cesare guarda il corso dei fiumi pieni di sangue e l'ammasso dei cadaveri l'uno sull'altro, che sembano dei colli; e conta tutti i nemici morti, riconoscendo gli uomini di Pompeo. Addirittura ordina di imbandire una mensa nei luoghi in cui si possa riconoscere l'identità del cadavere.
Per non perdere lo spettacolo della morte, del sangue e la grandezza della sua vittoria ordina che non sia data sepoltura ai corpi.
Cesare riconosce che il merito dei morti è del fato (elemento dominante in Lucano).
Lucano si rivolge direttamente a Cesare, ricordando come anche Annibale (probabilmente parla di Annibale per dire che anche un barbaro si era comportato con più umanità verso i nemici morti) dopo la battaglia di Canne, fece cercare il corpo del console Emilio Paolo per dargli onorevole sepoltura, ed i corpi di tutti i soldati furono bruciati: il poeta dice che non è necessario che ogni morto abbia il proprio rogo, basterebbe che si faccesse un unico rogo; se Cesare proprio vuole dare un dolore ed una lezione a Pompeo, bruci le selve di Pindo e i boschi di Oeta (monti della Tessaglia).
Inoltre ricorda a Cesare che non ha nessun senso fare imputridire i cadaveri, piuttosto che bruciarli: alla fine saranno lo stesso ridotti in cenere dal fuoco che arderà tutto il mondo e che lo porterà al caos primitivo (secondola dottrina stoica); il cruento trionfo di Cesare appare quindi effimero ed inutile davanti ai cicli della natura. Tutti gli uomini avranno la stessa sorte: Cesare non andrà più in alto, né sarà in un luogo migliore.
Poi Lucano riprende la descrizione macabra e cruenta del campo di battaglia: arrivano i lupi dalla Tracia, i leoni dall'Arcadia per partecipare al pasto dei cadaveri rimasti sul campo di Farsalo; anche gli orsi ed i cani immondi si fanno avanti. Mai il cielo è stato così pieno di uccelli, avvoltoi e gru, che dopo essersi saziati dei corpi si riposano sugli alberi, impregnandoli di sangue. Anche le insegne del tiranno gocciolano di sangue; e non tutti i corpi diventeranno scheletri, perchè le fiere si nutrono di essi.
Commento inviato da Matteo Roma Liceo scientifico |
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